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Prima mappa genetica di una specie estinta: il mammut

Mammuthus primigenius


La mappa genetica del mammut svela che la differenza tra questo e l'elefante moderno è minima, quanto quella tra uomo e scimmia

I ricercatori dell'università della Pennsylvania, coordinati da Stephan C. Schuster, pubblicano su Nature un articolo in cui ricostruiscono il modo in cui hanno decodificato il materiale genetico dell'antenato dell'elefante, partendo da diversi campioni di Dna estratti da peli. Confrontando campioni differenti hanno ricomposto l'archeo-puzzle, arrivando ad un risultato completo per almeno l'80 per cento. E' la prima volta che scienziati riescono a ricostruire la mappa genetica di una specie estinta. Ciò tecnicamente potrebbe permettere di arrivare in futuro alla clonazione di un animale scomparso dall'antichità.
Il materiale sul quale gli scienziati han lavorato è stato estratto dai peli di un esemplare mummificato rimasto sepolto nel permafrost siberiano per 20mila anni e di un secondo esemplare che ha almeno 60mila anni. Grazie a questi campioni gli scienziati hanno scoperto che le differenze fra l'animale estinto e il suo parente più prossimo, l'elefante moderno, sono minime: lo 0,6 per cento e che la differenziazione fra i mammut e gli elefanti è avvenuta circa 6 milioni di anni fa, nello stesso momento in cui si sono separati l'uomo e lo scimpanzè, seppur quest'ultima pare avvenuta in tempi molto minori.
Il professor Giuseppe Novelli, direttore del laboratorio di genetica medica al Policlinico "Tor Vergata" a Roma sostiene che questo sia "Un risultato molto importante perché completa quello che finora era stato realizzato solo a pezzi.
Da 13 milioni di basi identificate in passato si passa ora a 4 miliardi, un successo notevole dovuto prima di tutto alla tecnologia"
Schuster ipotizza "Decifrando il genoma potremmo teoricamente generare dati che in futuro potrebbero permettere ad altri ricercatori di far resuscitare il mammut, inserendo quelle sequenze di Dna che lo caratterizzano in maniera unica dentro il genoma dell'elefante moderno"
Ciò permetterebbe agli scienziati di recuperare informazioni genetiche che si credevano perdute, per fare luce sulle cause che hanno portato all'estinzione di questi mammiferi.
Novelli spiega "Tecniche simili servono agli scienziati per scoprire qualcosa in più della nostra storia evolutiva. L'ipotesi affascinante è quella di avere una cosa viva da qualcosa che non esiste più, come è stato sperimentato recentemente nel topo. Si potranno scoprire virus o malattie magari responsabili della scomparsa di una specie, e avere informazioni preziose su virus a noi sconosciuti, con possibili ricadute mediche che potrebbero anche portare a nuovi farmaci" .

Redazione MolecularLab.it (28/11/2008)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
Tag: mammut, genoma, estinta
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